giovedì 29 gennaio 2009

4'33''




Utilizzo molto l'unico strumento liberale e libero che in questo stato ci sta restando, si riesce ancora a vedere le cose come stanno. E' questo l'ultimo salvagente a cui l'italia si può aggrappare. Tutto corre ogni giorno più veloce rispetto a quello precedente. Spunta un fungo ogni minuto, bisogna essere skillati come non lo siamo stati mai.
Leggevo questa mattina che negli Stati Uniti i giornali stanno avendo un inversione di tendenza, meno copie vendute e più visite sui rispettivi siti web, con il conseguente problema della pubblicità, aspettando che gli stregoni del marketing si adeguino a tutto ciò. Ma devono sbrigarsi, il New York Times si sta vendendo la sede, che con 2 anni di età non frequenterebbe neanche l'asilo, progettata da un idraulico genovese che con gli anni un pò di fortuna l'ha anche fatta.
Dunque, spesso (nel male e nel bene), si sa che queste cose causa elevati controlli anti-terrorismo ci mettono un annetto per prendere l'aereo e sbarcare nella bella Europa e nel vecchio stivale bucato. Spero che tutto ciò accada presto per il semplice fatto che, a differenza degli States, qui i giornali e l'informazione televisiva meritano di morire. Un giornalista straniero quando ha sentito che in italia i giornali ricevono fondi e contributi dallo stato ragazzi, non ci voleva credere. Qual'è il guaio? Che la politica controlla l'informazione e non viceversa come dovrebbe essere. La carta straccia ormai è sorpassata non ha contraddittorio, ti sparano quello che vogliono. E sui loro siti stanno lì col lumicino a censurare i commenti più scomodi. Ci stanno illudendo di false illusioni e noi ci crediamo pure. Ormai in questo mondo tutto è volato verso l'interattivo, il botta e risposta, ad ogni azione hai una reazione. In rete se non sei Vero non vai da nessuna parte, appena racconti balle ti saltano addosso, non ti lasciano respirare. E' cattiva la gente sulla rete e lo sarà sempre di più.

Quando vuoi iniziare un rivoluzione a livello di Stato, devi iniziare dal basso pian piano risucchiando tutto e tutti con te dentro un vortice, che ormai sta diventando un uragano e passerà sopra le nostre teste e non ce ne accorgeremo neppure. Italiani ma dove cavolo siete nascosti?
Se qualcosa non cambia ai nostri figli quando nasceranno dovremmo parlare in inglese, in spagnolo, così non dovranno fare fatica quando staccheranno un biglietto aereo di sola andata per chissà dove. Fare i furbi in un paese di furbi sarà sempre più difficile, le difese immunitarie aumenteranno, non saluterai neanche il tuo vicino per paura che voglia fregarti, non darai più confidenza a nessuno, ognuno resterà racchiuso nel proprio nido per salvarsi la pelle. Tutto questo è gia iniziato.
Abbiamo le tasche bucate perdiamo per strada qualsiasi cosa, i valori, il mondo semplice e genuino dove sono cresciuti i nostri nonni, il silenzio, l'arte, le emozioni,
sognare, riflettere, soffrire, sorridere, il verde di un prato, la schiuma di un onda che muore sulla sabbia, dobbiamo fermarci e raccogliere tutto questo per poter ritornare ancora commuoverci davanti alla melodia solitaria di un anonimo artista di strada.